



Nel cercare di dare un senso alla rotta che si traccia con la propria vita, può comunque capitare di perdere le coordinate di riferimento e trovarsi nella condizione di chiedere aiuto.
La comprensione dell'impossibilità di una vita indipendente da tutte le altre sviluppa un senso di solidarietà che migliora qualsiasi essere umano.
Può quindi accadere che la richiesta di soccorso non nasca da un principio di necessità ma si traduca in semplice bisogno di attenzione.
A questo aggiungerei che l'aneddotica dell'avventuriero va filtrata attraverso una quotidianità che ne disinnesca il tratto eroico restituendo sembianze umane.
Per quanto cerchi di sfuggirne, l'uomo deve accettare una scansione del tempo legata ai ritmi del proprio corpo e alle condizioni in cui si trova, cercando di considerare socialità e routine come punti di forza e non segni di debolezza.
Lo svolgimento di ogni giorno è la prova generale dell'intero arco di una vita e va vissuto intensamente come se fosse l'ultimo.
"Muoio alla giornata" diceva Ennio Flaiano e "vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai" consigliava Moana Pozzi.
MYDAY MYDAY vuole essere un'occasione per sentire il ritmo delle vite degli altri, per guardare il mondo con occhi nuovi, per raccontare storie di quotidianità in cui potersi perdere per poi, con rinnovata coscienza, ritrovarsi.
(c) Fabio Novembre 2007
Fabio Novembre, architetto, classe 1966, in poco più di un decennio si è costruito un nome nello scenario del design italiano e internazionale con interni evocativi, installazioni spettacolari, arredi opulenti e insieme funzionali.
Negli anni Novanta quella di Novembre è una voce fuori dal coro del minimalismo imperante. Oggi tra le tentazioni barocche e il retrodesign, la sua visione che fonde in modo naturale pensiero e progetto, rimane una delle espressioni più forti nel panorama italiano contemporaneo: appassionata e consapevole, originale e innovatrice.
