Mattia Casalegno è co-fondatore del progetto Kinotek, collettivo di sperimentazione elettronica audio-video a cavallo tra diverse discipline: livemedia, audiovideo design, vjing. In bilico tra video arte e multimedialità, il lavoro anche personale di Mattia Casalegno nasce sempre dalla necessità di re-inventare interconnessioni tra codici musicali e visivi.
La sua ricerca estetica tende quindi alla costante re-intepretazione delle possibilità di mediamorfosi tra i linguaggi digitali offerti dalle nuove tecnologie, nonché alla sperimentazione di nuove forme sintetiche di comunicazione visiva.
Mattia Casalegno all’interno del progetto Kinotek è arrivato nel giro di pochissimi anni a essere considerato uno dei video designer più influenti dell’ultima generazione di artisti elettronici italiani, quella in altre parole che si è affacciata con armi affilate alla grande ribalta internazionale. Moltissimi sono i riconoscimenti e le partecipazioni che Mattia Casalegno, con i Kinotek e da solo, ha raccolto in circa cinque anni di attività, dal Contact Europe I e III ad Arezzowave, dal Dissonanze a Sensoralia, dal Club to Club al Peam, dal Sintesi al Netmage/Italian Live Media, dall’Ixem al Mutek.
L’immaginario che emerge dai progetti di Mattia Casalegno spesso si risolve in una costante ricerca delle relazioni e delle connessioni che uniscono i campi dell’informazione, della biologia e dell’ecologia, ponendo l’accento sulla centralità del codice come strumento e metafora della propria poetica. Questo emerge chiaramente soprattutto nei lavori più recenti dell’artista, quelli che in definitiva ne hanno consacrato il talento e la poliedricità su svariati progetti.
Da alcuni anni infatti Mattia Casalegno prosegue una collaborazione parallela all’interno del collettivo MetaXu (http://www.metaxu.it) oltre ad essere uno dei membri del progetto Avatar 41° (di cui cura la parte visiva nel progetto “A space Odissey” del 2005) che riunisce molti protagonisti italiani della scena elettronica di ricerca. Ma è con il musicista Maurizio Martuscello (attivo da anni nel campo della musica elettronica di ricerca) che Mattia Casalegno inizia una proficua collaborazione che lo porta nel 2005 alla partecipazione a uno dei festival di musica elettronica e audiovisivi più importanti del pianeta: il Mutek di Montreal.
Il progetto sviluppato dai due artisti prende il nome di X_Scape, una linea di fuga, un percorso da seguire per dare suono alle immagini e viceversa per provare a visualizzare i suoni; un live solido ed efficace, un concerto audiovisivo raffinato e ammantato di quello spirito profondo di ricerca che solo gli artisti più preparati e maturi sanno esprimere senza banalizzazioni di genere.
Da ricordare ancora le collaborazioni di Mattia Casalegno con i musicisti S.Roux e G.Davis nel progetto Grainscapes I, quella con Emanuele Errante nel progetto Info Naturae e infine quella con il gruppo di sperimentazione elettroacustica Edison Studio e il produttore Okapi nel progetto Pompei Reloaded, momenti questi in cui il talento del giovane videoartista (nato nel 1981) si mette nuovamente alla prova per cercare nuovi sentieri di ulteriore evoluzione, stimolo e ricerca.
La sua ricerca estetica tende quindi alla costante re-intepretazione delle possibilità di mediamorfosi tra i linguaggi digitali offerti dalle nuove tecnologie, nonché alla sperimentazione di nuove forme sintetiche di comunicazione visiva.
Mattia Casalegno all’interno del progetto Kinotek è arrivato nel giro di pochissimi anni a essere considerato uno dei video designer più influenti dell’ultima generazione di artisti elettronici italiani, quella in altre parole che si è affacciata con armi affilate alla grande ribalta internazionale. Moltissimi sono i riconoscimenti e le partecipazioni che Mattia Casalegno, con i Kinotek e da solo, ha raccolto in circa cinque anni di attività, dal Contact Europe I e III ad Arezzowave, dal Dissonanze a Sensoralia, dal Club to Club al Peam, dal Sintesi al Netmage/Italian Live Media, dall’Ixem al Mutek.
L’immaginario che emerge dai progetti di Mattia Casalegno spesso si risolve in una costante ricerca delle relazioni e delle connessioni che uniscono i campi dell’informazione, della biologia e dell’ecologia, ponendo l’accento sulla centralità del codice come strumento e metafora della propria poetica. Questo emerge chiaramente soprattutto nei lavori più recenti dell’artista, quelli che in definitiva ne hanno consacrato il talento e la poliedricità su svariati progetti.
Da alcuni anni infatti Mattia Casalegno prosegue una collaborazione parallela all’interno del collettivo MetaXu (http://www.metaxu.it) oltre ad essere uno dei membri del progetto Avatar 41° (di cui cura la parte visiva nel progetto “A space Odissey” del 2005) che riunisce molti protagonisti italiani della scena elettronica di ricerca. Ma è con il musicista Maurizio Martuscello (attivo da anni nel campo della musica elettronica di ricerca) che Mattia Casalegno inizia una proficua collaborazione che lo porta nel 2005 alla partecipazione a uno dei festival di musica elettronica e audiovisivi più importanti del pianeta: il Mutek di Montreal.
Il progetto sviluppato dai due artisti prende il nome di X_Scape, una linea di fuga, un percorso da seguire per dare suono alle immagini e viceversa per provare a visualizzare i suoni; un live solido ed efficace, un concerto audiovisivo raffinato e ammantato di quello spirito profondo di ricerca che solo gli artisti più preparati e maturi sanno esprimere senza banalizzazioni di genere.
Da ricordare ancora le collaborazioni di Mattia Casalegno con i musicisti S.Roux e G.Davis nel progetto Grainscapes I, quella con Emanuele Errante nel progetto Info Naturae e infine quella con il gruppo di sperimentazione elettroacustica Edison Studio e il produttore Okapi nel progetto Pompei Reloaded, momenti questi in cui il talento del giovane videoartista (nato nel 1981) si mette nuovamente alla prova per cercare nuovi sentieri di ulteriore evoluzione, stimolo e ricerca.
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